Ricorre il Giorno della memoria e, forse soprattutto quest’anno, non volevamo fare mancare la nostra voce, così abbiamo deciso di preparare un piccolo lavoro, un video, per poter salire sul palco, in attesa di tornare finalmente a suonare dal vivo.

È stata l’occasione per ritrovarsi e, pur con tutte le difficoltà che questo periodo comporta (anche sul piano strettamente tecnico), poter così riannodare i fili del progetto Klezmorim iniziato più di venti anni fa e al quale teniamo molto. Ma, più in generale, ci ha consentito di tornare a occupare intere giornate immergendosi nella musica e nella ricerca della bellezza, spazi necessari che questo anno asfittico ha messo a dura prova.

È giusto ringraziare prima di tutto gli amici che hanno messo a disposizione con generosità e entusiasmo spazi bellissimi e profondamente evocativi come lo Studio fotografico Tiziana Arici, il Teatro di Orzinuovi e il Bunkervik “Il rifugio delle Idee” di Brescia. Grazie a tutta questa energia, siamo riusciti in tempi record a organizzare le sessioni di ripresa e avere un bel po’ di materiale che potremo usare anche per il futuro.

Parlando dell’immediato, alcune pillole di questo lavoro verranno già diffuse durante tre appuntamenti dove sarò “impegnato” il 27 gennaio.

Con i Klezmorim saremo virtualmente a Lumezzane, dove su iniziativa del Comune è stato trasmesso il nostro concerto per gli alunni delle scuole del paese.
Dalle 11.30 sarò presente alla celebrazione del Giorno della memoria dell’Università degli Studi di Brescia, portando un piccolo contributo musicale in chiusura dell’iniziativa.
Durante tutta la giornata si è sviluppata la bella proposta di Somebody Teatro delle Diversità nata da un’idea di Beatrice Faedi: una moltitudine di volonatari si è ritrovata nei giorni scorsi nel Bunkervik del Comune di Brescia per dare vita alla maratona collettiva di letture “La bellezza ancora intorno”, trasmessa sul gruppo MagicBox. Anche qui sarò presente con un contributo in musica.

Seguiteci!

Oyfn pripetchick. Canto yiddish
Alessandro Adami · voce e pianoforte
Rolando Anni · introduzione

Nella stufa arde un piccolo fuoco e la stanza è calda. Il Rabbi insegna ai bambini l’alfabeto. «Guardate, cari bambini, ricordate quello che imparate qui. Dite una volta ancora e ancora una volta: “Komets-alef: o!”. Quando voi, cari bambini, crescerete, capirete come molte lacrime sono contenute in queste lettere. E quando sarete perduti nell’esilio, da queste lettere trarrete ancora conforto».

La canzone è tratta dal disco del 2011 del gruppo Klezmorim. Le riprese sono state effettuate all’interno di “Bunkervik – Il rifugio delle idee” di Brescia da Matteo Colli (McSound Studio), Alice Fedeli e Rachele Gagni.